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Un libro sulla morte di Aldo Moro, una rilettura a cura di Raffaele Vacca.

Sul Libro di Zavoli il Generale Vacca fa delle riflessioni e integrazioni. Al riguardo-scrive Vacca- osserviamo che le conclusioni di Zavoli mettono in luce alcune perplessità, lacune ed omissioni sulle dichiarazioni dei terroristi che trovano risposta e collimano con la verità oggi raggiunta che è quella di cui tratta la Commissione Parlamentare d’inchiesta Moro 2 presieduta da Giuseppe Fioroni, nel corso dell’ultima legislatura… Chi avesse interesse, può leggere anche l’articolo sul  giornale telematico (https://www.attualita.it/notizie/politica/nuove-verita-sul-caso-moro-35911/).I risultati della Commissione Fioroni sono sconcertanti. Quattro anni di lavoro, migliaia di documenti desecretati dagli archivi dei Servizi segreti italiani, consegnati all’Archivio centrale dello Stato in seguito all’importantissima (e finalmente realizzata!!) “Direttiva Renzi” del 2014, con centinaia di testimonianze, che hanno consentito nuove prove della Polizia scientifica e dei RIS dei Carabinieri che hanno rivelato molti nuovi e sorprendenti elementi. Ricordiamo che il giornalista Lanfranco Pace, citato da Zavoli, ospitato anche in trasmissioni TV, a “IL FOGLIO” di dicembre 2011, sostenne, come raccontato in precedente articolo su questa testata: “Brigatisti rossi? Solo poveri ragazzi pazzi, schematici e dogmatici…” Certo, quanta benevolenza per i ragazzotti brigatisti, definiti “pazzi, schematici, dogmatici”, invece che vili inqualificabili deliranti assassini, ampiamente condannati dalla coscienza della migliore Italia e dalla Storia, che sparavano alle spalle e scappavano! Ideologia avvizzita? Che non lascerà mai del tutto questa terra e sempre vivrà in noi? Forse vivrà ancora in Lei, Signor Pace! Racconti questi Suoi travagli culturali alle Famiglie del Maresciallo Oreste Leonardi e dell’Appuntato Domenico Ricci, quegli eroici Carabinieri trucidati in via Fani unitamente ad altri tre splendidi Agenti della Polizia di Stato Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino in quel tragico 16 marzo 1978; chieda Loro se quella folle ideologia vivrà sempre in noi! A proposito, il Signor Pace, aiuti gli Italiani onesti e laboriosi, oggi gravati addirittura da problemi di sopravvivenza, grazie a politiche inadempienti che si sono susseguite da lunghi anni nella rapace e dannosissima guerra di rapina per il potere, cosa sono state le BR, che Lei, Signor Pace, dovrebbe conoscere. Infatti, come abbiamo letto su La Repubblica del 03 marzo 1987, a pagina 17, Lei faceva parte delle Br, come ha sostenuto Luciana Faranda, ma il suo ruolo, nell’organizzazione, fu sempre marginale. Fu lo stesso Pace a chiedere di entrare nelle Br, ha ricordato la dissociata. Era il 1977. “La sua domanda venne esaminata dalla direzione di colonna. Valerio Morucci si assunse il compito di verificare il candidato e di stabilire i contatti. Dopo poche settimane, Pace venne inserito nella Brigata servizi di cui io ero responsabile. Quando (con Morucci) decidemmo di uscire dalla colonna, ha raccontato la dissociata, ci rivolgemmo a Pace per trovare un rifugio. Per un paio di giorni fummo sistemati in un appartamento. Di qui ci trasferimmo a casa di un giornalista di un quotidiano romano e infine nell’abitazione di Giuliana Conforto dove siamo stati arrestati”.Strana, ma a questo punto va ricordata la circostanza che la mitraglietta Skorpion con cui fu ucciso il Presidente della Dc fu ritrovata proprio nell’appartamento di via Giulio Cesare 47, di proprietà di Giuliana Conforto, figlia di Giorgio Conforto, alias agente “Dario”, capo della rete spionistica del Kgb della Russia comunista in Italia.A questo punto, sarebbe bene che si chiarissero tutti questi spaventosi intrecci, che si approfondisse una volte per tutte il gran tema delle aree della contiguità mai scoperte: cioè quelle aree della politica, del sindacato e della cultura in cui le Br hanno sempre goduto di forte protezione..C’è chi blatera e se la canta alla grande ancora oggi per una generale sanatoria sugli anni di piombo, idea vagheggiata autorevolmente anche da importanti ambiti politici; noi diciamo invece dal nostro osservatorio di liberi cittadini e liberi pensatori, a chiare lettere, che non si può chiudere alcunchè se tutta la verità non solo processuale ma anche storica, non sia stata raggiunta!

Forse il Processo Moro andrebbe riaperto per chiarire molti, moltissimi inquietanti aspetti!                    Raffaele Vacca