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Ma Palese e S.Spirito sono Bari o No?

A leggere certe notizie molti cittadini dei due quartieri del Quinto Municipio di Bari si convincono ogni giorno di più che il comune patrigno di Bari a parte l’ordinario non investe un euro in più per lo straordinato per Palese e Santo Spirito.Invito tutti i nostri lettori a leggere tutto l’articolo per comprendere, ove ci fosse ancora qualche dubbio, la considerazione che il comune di Bari ha nei nostri confronti.Rabbia e frustazione sono i sentimenti miei personali al solo pensare che arriveranno in Puglia 17 Miliardi di euro e che ben 450 milioni di euro, negati a suo tempo per l’interramento ,saranno richiesti dal “nostro Sindaco” alla Regione Puglia per un “GIARDINO”.Decaro poteva richiedere di averli per l’aggiramento dei binari visto che nella bozza della Regione Puglia è previsto un budget per le infrastrutture di almeno 1 Miliardo e più di Euro e 340 milioni di euro andranno per la “sicurezza” di una ferrovia (SUD EST)fallita per centinaia di milioni di euro a causa di una gestione allegra.Sarà interessare leggere eventuali commenti dei lettori.

dal corriere del Mezzogiorno del 30Gennaio 2021

Un nodo verde per cambiare BariNel Recovery spunta il bosco di Fuksas

Previsto un intervento infrastrutturale di 450 milioni È l’eredità che il sindaco Decaro vuole lasciare alla città

BARI Nasce il “nodo verde”, il simbolo di Bari che guarda al futuro. Con tanto di riscatto ambientale e di un sogno: ricucire il centro con i quartieri Carrassi e San Pasquale mettendoli a sistema sui temi della sostenibilità e della cultura. Ma è anche l’eredità che Antonio Decaro, sindaco riconfermato per il suo secondo mandato, vuol lasciare al suo successore: un pacchetto di opere progettate e finanziate.Così nella lista del Recovery plan, che è stata presentata dalla Regione al governo (da 17 miliardi), spunta una voce importante: 450 milioni per un intervento infrastrutturale che vuole riallacciare «le due parti di città, a nord e a sud del fascio ferroviario». Ma di cosa si tratta? È il cuore del progetto – vinto nel 2013 dall’archistar Massimiliano Fuksas al termine di un concorso di idee internazionale – per la realizzazione di un grande parco urbano dove ora ci sono muri, passaggi a livello e treni. È un’area complessiva di 70 ettari che si sviluppa da Nord (ponte Adriatico) fino a Sud (ponte di corso Cavour) per una lunghezza di 2,2 chilometri “sovrapassando” i fasci ferroviari che attraversano la stazione di Bari Centrale. Il tutto senza volumi o cubatura, ma sfruttando un gradevole gioco di quote fra strada e linea ferroviaria. «È un grande piano di rigenerazione urbana – spiega Decaro – che ci farà fare il salto di qualità. Tra qualche settimana termineranno i lavori della Caserma Rossani e il parco sarà collegato attraverso questo nodo verde al cento cittadino accomunando i quartieri anche dal punto di vista culturale sull’asse fra l’ Accademia delle belle arti, la biblioteca regionale e l’Ateneo. Sarà uno spazio riconsegnato alla collettività tenendo presente che partirà anche il progetto per il rifacimento di piazza Aldo Moro e piazza Umberto».Il nodo verde sarà realizzato in due lotti e il primo prevede la suddivisione in cinque stralci. È quello iniziale il più rappresentativo: renderà fruibile l’area da 10 ettari che va dal ponte di corso Cavour fino a viale Ennio. L’importo dello step iniziale è di 100 milioni. Il parco non avrà barriere, né ostacoli da superare. Sarà dotato di piste ciclabili, percorsi pedonali e aree attrezzate per sportivi e bambini. Si tratta di una sorta di modello Valencia dove al posto del canale del Rìo Turìa verrà recuperato il percorso tracciato dal fascio dei binari. «Il nodo verde – aggiunge Decaro – è un tassello di un progetto molto più ampio che ridarà ai baresi spazi preziosi. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra città e scommettere sulla vivibilità. È una soluzione che realizzeremo anche grazie all’aiuto della Regione Puglia». Il riferimento del sindaco è al combinato disposto con il progetto particolareggiato di Costa Sud, dove è in cantiere un parco costiero da 55 ettari e 75 milioni d’investimento (anch’esso incluso nel Recovery), il polo della Giustizia nella zona delle casermette, con un parco da 14 ettari che conta già risorse per 95 milioni, e il parco del Castello da 4 ettari i cui lavori possono sfruttare un budget di 53 milioni. «Alla fine del grande piano dei parchi – analizza Decaro – saremo una comunità che vince la sfida della sostenibilità. Il solo intervento della stazione centrale consentirà di raddoppiare la quantità del verde a disposizione dei cittadini: si passerà da 2,7 a 5,1 metri quadrati per abitante. È una grande opportunità».L’unica incognita è la reale disponibilità delle risorse. Perché non è detto che tutte le proposte del Recovery plan siano accettate. «Ma noi non pensiamo di mollare – conclude Decaro – perché il nodo verde può già rientrare nel bando del ministero dei Trasporti “qualità dell’Abitare”. È questa l’impronta che mi piacerebbe lasciare al termine dei due mandati da sindaco».